Coordinamento Imperiese per l'Acqua Pubblica Rotating Header Image

Lettera ai Sindaci per l’Assemblea del 28.6.12

Gentile sig. Sindaco,

siamo sicuri che sarà in accordo con noi nell’affermare che il voto democratico della maggioranza dei cittadini è assolutamente da rispettare.

È trascorso un anno dalla vittoria ai Referendum del 12 -13 giugno 2011. La maggioranza assoluta dei cittadini, a livello nazionale e nella provincia di Imperia, affermò: l’acqua fuori dal mercato, nessun profitto dall’acqua. Cioè, gestione pubblica del servizio idrico, eliminazione del profitto dalle tariffe (la “remunerazione del capitale investito”).

Nell’assemblea dei Sindaci dell’AATO idrico che si terrà il prossimo 28 giugno, verranno prese importanti decisioni. Noi chiediamo che i Sindaci votino nel rispetto della legge che i cittadini d’Italia hanno democraticamente determinato: gestione pubblica del servizio idrico, eliminazione del profitto dalle tariffe.

Dobbiamo registrare che vi sono forti tentativi di “salvaguardare” le gestioni del servizio idrico oggi affidate ai privati, in modo da mantenere la presenza di aziende private tra i gestori del servizio idrico nella nostra provincia: senza motivo se non quello di difendere i loro interessi privati e i loro guadagni alle spalle dei cittadini. Come ricorderà, l’Assemblea dei Sindaci ha già votato due volte (nel 2007 e nel 2011) che la gestione in provincia deve essere realizzata da una società consortile totalmente pubblica: l’obiettivo di qualcuno è quello di far sì che questa società consortile sia una mera “scatola vuota”; che resti cioè priva di operatività, lasciando l’effettiva gestione del servizio idrico in mano alle attuali società partecipate dai privati. Oltre a non rispettare quanto già deciso dai Cittadini e dai Sindaci, questa soluzione porterebbe a forti aggravi dei costi, moltiplicando le “poltrone” e le strutture.

Siamo al corrente delle pressioni (e di manovre poco limpide) che i sostenitori degli interessi delle aziende private stanno esercitando sugli amministratori, sulla base peraltro, di argomentazioni false:

  • se queste aziende non venissero “salvaguardate” interromperebbero il servizio, con forti difficoltà per i Comuni. Falso: le aziende sono tenute, per legge, a proseguire il loro servizio sino a quando la nuova società pubblica non sarà attiva;
  • se queste aziende non venissero “salvaguardate” farebbero cause con conseguenze di penali per i Comuni. La Commissione nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche ha già a suo tempo dichiarato che l’attività di queste aziende non è legittima e quindi non deve proseguire.

La informiamo che, se queste aziende venissero “salvaguardate” , il CIMAP , tra gli altri , provvederebbe a contestare presso il TAR questa decisione, come già fatto in altre situazioni analoghe.

Oltre a questo, nella bozza di Piano d’Ambito (nel quale vengono definite le caratteristiche per i prossimi decenni del servizio idrico in provincia di Imperia) si prevede l’inserimento in tariffa della remunerazione del capitale investito. Questo, malgrado essa sia stata cancellata dal referendum del 12-13 giugno. Se questo inserimento venisse deliberato dall’Assemblea dei Sindaci, si tratterebbe di una scelta totalmente illegale, che anch’essa meriterebbe un immediato ricorso al TAR.

Sarà nostra cura informare i cittadini del suo Comune se all’Assemblea il loro voto è stato rispettato.

Confidando nella sua saggezza e nel suo senso civico, Le porgiamo un cordiale saluto.

Arrivederci il 28 giugno.

CIMAP – Coordinamento imperiese per l’Acqua Pubblica

Commenta