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L’Affare Acqua e gli interessi dei cittadini a Sanremo

Più preziosa dell’oro, più redditizia del petrolio. In Italia l’acqua, da bene primario, da diritto fondamentale si sta trasformando in merce per multinazionali. Un business sempre più redditizio. ….Una crescita seconda solo a quella del greggio. E figlia di una privatizzazione feroce, compiuta in nome di una falsa efficienza. Ottenuta, spesso, con la complicità delle istituzioni pubbliche che, per incompetenza o per colpa, hanno abbandonato agli appetiti dei privati il controllo e la gestione del sistema idrico. (Roberto Rossi “Acqua ai privati bollette da usura. Il nuovo oro è blu”)

L’ “AFFARE ACQUA” a Sanremo: gli interessi politici a scapito degli interessi della collettività. Un argomento all’ordine del giorno e controverso nella IV Commissione Consigliare del Comune di Sanremo. Due consiglieri di maggioranza (Damiano e Del Sole), nella discussione sull’argomento tenutosi il 17 settembre scorso, hanno ritenuto che modificare lo Statuto Comunale affermando che l’acqua è un bene privo di rilevanza economica non è possibile; e quindi non proponibile in Consiglio Comunale perché in contrasto con la legislazione nazionale (che a sua volta dice che la normativa è stata emanata su precise indicazioni dell’Unione Europea).
A questo punto una domanda è d’obbligo: come mai non sono ancora stati presi provvedimenti nei confronti dei centinaia di Comuni che in Italia (molti anche del Ponente ligure) hanno fatto questa modifica pubblicandola sulle Gazzette Ufficiali e rendendola di conseguenza attuativa? Questi Comuni forse non sono fuori legge perché l’Unione Europea dice: sono gli Stati membri e le loro suddivisioni costituzionalmente riconosciute (quindi gli Enti Locali) a dover decidere quali sono i servizi a rilevanza economica e quali ne sono privi.
Due significativi esempi per dire SI ALLA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA:
 l’esperienza della privatizzazione del servizio idrico in alcune zone d’Italia (come Aprilia) ha portato in breve tempo a conseguenze drammatiche quali l’aumento esponenziale delle tariffe, la mancata manutenzione delle reti, la perdita di controllo da parte degli enti locali;
 un uso consapevole di un bene limitato e prezioso come l’acqua viene, con un meccanismo perverso, contrastato dall’esigenza delle aziende erogatrici di conseguire maggiori profitti. Emblematico il caso di Firenze dove una riduzione dei consumi dell’acqua potabile, a seguito di una campagna contro gli sprechi, ha avuto come conseguenza una riduzione dei profitti della società di gestione, che ha prontamente reagito con un aumento proporzionale delle tariffe.

Contro la privatizzazione della gestione dell’acqua c’è oggi in atto una mobilitazione a livello nazionale, un’iniziativa trasversale ad ogni partito. 1.400.000 firme per i referendum sull’acqua pubblica.

E’ nel rispetto della democrazia che il 17/9/2010 Sanremo Sostenibile ha presentato alla IV Commissione del Comune di Sanremo le ragioni della petizione a favore di una gestione pubblica dell’acquedotto firmata da 1120 cittadini.
E’ nel rispetto della democrazia che associazioni e cittadini della provincia di Imperia hanno costituito il CImAP (Coordinamento Imperiese Acqua Pubblica) per informare la popolazione e le istituzioni sui rischi veri della privatizzazione della gestione di un bene comune come l’acqua potabile (aumento delle tariffe, perdita della gestione a livello locale, aumento dei consumi e sprechi, diminuzione della qualità).

Ci chiediamo se può una Commissione Consigliare bloccare una petizione popolare impedendo, di fatto, una democratica discussione all’interno di un Consiglio Comunale rappresentativo di tutti i cittadini.

CImAP – Coordinamento Imperiese Acqua Pubblica

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