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Acqua pubblica in tutta la provincia. AATO subito

Lo scorso 22 dicembre si è tenuta l’Assemblea dei sindaci per l’AATO (Autorità di Ambito Territoriale Ottimale per la Gestione del servizio idrico integrato della Provincia di Imperia). Un’assemblea richiesta da 30 sindaci.
La decisione più importante è stata quella di “confermare la scelta della forma di gestione in house di cui alla deliberazione n.51/2007, ritenendola ancora oggi la forma di gestione più confacente all’interesse pubblico ed alle esigenze del territorio”.
È stata, invece, rinviata a una successiva Assemblea la decisione sulla permanenza o meno di gestioni private o miste pubblico-private in provincia. Una questione di rilevante importanza per rendere pubblica la gestione del  servizio idrico in tutto il nostro territorio.
L’Assemblea per attuare questa decisione non è stata ancora convocata, malgrado fosse ipotizzata per lo scorso 16 gennaio.
Riteniamo questo allungamento dei tempi inopportuno: chiediamo, quindi, al Presidente dell’AATO Saldo la convocazione in tempi brevi di questa Assemblea per completare le decisioni e poter quindi avviare la nuova fase di gestione dell’acqua.
In caso contrario, chiediamo ai Sindaci (ne bastano 23) di richiedere ancora una volta loro l’indizione dell’Assemblea.

Nel frattempo è stata inviata a tutti i sindaci una lettera da parte di Sergio De Nicola, presidente AMAT SpA, nella quale viene esposto il punto di vista di chi vuole continuare a fare, oltre che i propri personali interessi, quelli delle aziende private di gestione dell’acqua.
Questa lettera, oltre a contenere arbitrarie e minacciose considerazioni nei confronti dei Sindaci, disconosce completamente le risultanze dei referendum dello scorso giugno e ipotizza soluzioni, per il  mantenimento delle gestioni privatistiche,  inapplicabili e già dichiarate non valide dall’organismo di controllo nazionale, il CONVIRI.
Di seguito la sintesi delle nostre considerazioni sull’intervento di De Nicola. Queste considerazioni sono state inviate ai Sindaci e all’AATO (in allegato).
1.    L’affidamento alle società a capitale privato e misto pubblico/privato non può essere salvaguardato perché illegale, in quanto:
-    è contrario al voto referendario, con il quale gli italiani hanno deciso che l’acqua deve essere pubblica e che la sua gestione non deve generare profitti
-    l’AATO idrico Imperiese ha ricevuto due pareri molto chiari in tal senso, dal proprio consulente legale, l’avv. Farnetani, esperto di diritto dei servizi pubblici, e dal CONVIRI, che con recente parere, datato 6 dicembre 2011, riconferma peraltro quanto già espresso nei propri atti a partire dal 2007. Entrambi i pareri, dopo l’analisi di tempi e modalità di affidamento, giungono infatti al medesimo parere, e cioè che le società a capitale privato o misto pubblico/privato possono proseguire la gestione fino a quando non sarà individuato il gestore unico, dopo di che necessariamente decadranno dall’affidamento.
2.    La proposta avanzata di mantenere le attuali gestioni, sottoponendole al controllo e all’indirizzo di un soggetto a capitale totalmente pubblico di nuova costituzione è irricevibile, in quanto:
-    è contraria alla normativa nazionale, che prevede un unico gestore del servizio idrico integrato proprio al fine di superare la frammentazione degli affidamenti;
-    è incompatibile con l’indirizzo già in passato espresso dall’AATO (delibera n. 51/2007) e ribadito con la delibera del 22 dicembre scorso, di scegliere la gestione in house in quanto più confacente all’interesse pubblico ed alle esigenze del territorio
3.    Il Presidente De Nicola avvisa i Sindaci che, qualora non acconsentissero a salvaguardare le società a capitale misto, i Comuni sarebbero obbligati a restituire a queste società le somme sinora investite per l’acquisto delle quote sociali e per gli investimenti, stimate in 45 milioni di euro, oltre a vedersi citati in giudizio con la richiesta di risarcimento danni per la rescissione anticipata del contratto. Le nostre considerazioni su questo punto:
-    al momento in cui le società decadranno dalla loro gestione, i Comuni affidatari acquisiranno le loro quote, che verranno pagate, secondo le comuni regole del mercato, sulla base della loro valutazione, e non certo nella misura dell’intero capitale investito
-    la richiesta di risarcimento danni per il recesso anticipato non si spiega, visto che al momento della convenzione con il Comune queste società potevano e dovevano conoscere la normativa vigente e quindi sapere che tutte le funzioni in materia di s.i.i. erano già state trasferite all’AATO e che, pertanto, la concessione del Comune era ammissibile nei limiti delle esigenze di continuità del servizio, non oltre il momento di individuazione del gestore unico.
4.    Vorremmo che questo scambio di considerazioni potesse essere anche l’occasione per sensibilizzare tutti i soggetti in campo (enti pubblici, gestori, associazioni di categoria, movimenti, utenti) sull’importanza della trasparenza della gestione delle tariffe applicate e dei piani di investimento, in modo che ci fosse un costante ed ampio controllo sul rispetto delle regole.
Si scrive Acqua, ma si legge Democrazia.

CIMAP – Coordinamento imperiese per l’Acqua Pubblica

lettera Sindaci per intervento De Nicola, 22.1.2012

I sindaci rispettino il volere dei cittadini

Lunedì 16 gennaio 2012 si svolgerà, presso il Palazzo della Provincia, una nuova assemblea dei Sindaci della provincia di Imperia, sulla gestione dell’Acqua.

Si tratta di una riunione molto importante perché le decisioni che dovranno essere prese determineranno il futuro del Servizio Idrico nella nostra provincia.

La decisione più importante è, infatti, quella relativa alla permanenza , o meno, tra i gestori del servizio idrico di società private o società miste pubblico-privato.

Il risultato referendario dello scorso giugno è stato chiaro: l’acqua deve avere una gestione pubblica e non bisogna più trarre profitto dall’acqua.

È, quindi, evidente che la presenza di interessi privati nella gestione dell’acqua è divergente con il mandato referendario.

Chiediamo a tutti i cittadini di essere presenti a questa assemblea di lunedì 16: con il nostro intervento in assemblea e con la nostra partecipazione vogliamo ricordare ai sindaci presenti di rispettare senza ambiguità il voto della maggioranza assoluta dei loro cittadini. Non è accettabile che un sindaco vada contro un volere dei cittadini che è diventato legge. L’unica alternativa sarebbe le sue dimissioni.

Invitiamo i mezzi di informazione a essere presenti a questo importante evento democratico.

Si scrive Acqua, ma si legge Democrazia.

Salvaguardare i cittadini, non i privati, nella gestione dell’acqua

Questa mattina, martedì 6 dicembre, si è tenuta a Imperia l’assemblea dell’AATO, che sovraintende alla gestione idrica nella provincia di Imperia.

Tra i vari punti all’ordine del giorno, è stata respinta – a larga maggioranza – dai sindaci rappresentanti i Comuni della provincia, la delibera che – nei fatti – tentava di “salvaguardare” le gestioni del servizio idrico oggi affidate ai privati; questo senza tenere conto di precedenti decisioni dell’AATO e del risultato referendario dello scorso giugno che afferma: “l’acqua è un Bene comune, il servizio idrico deve essere pubblico, non bisogna fare profitti con l’Acqua”.

Il Coordinamento imperiese per l’Acqua pubblica si felicita con i sindaci che hanno permesso questo risultato, dimostrandosi così sensibili alla campagna che il movimento dell’acqua in Italia sta ora proponendo: “Il mio voto – quello del 12-13 giugno – va rispettato”.

Il tema della Gestione pubblica del servizio idrico, nella provincia di Imperia, sarà l’oggetto della conferenza che si terrà il prossimo venerdì 9 dicembre alle ore 21 a Arma di Taggia, presso Villa Boselli.

Alla conferenza sono invitati a partecipare i cittadini, i sindaci, i consiglieri provinciali e regionali, le forze politiche.

La conferenza è organizzata dal CIMAP – Coordinamento imperiese per l’Acqua Pubblica in collaborazione con i SINDACI PER L’ACQUA PUBBLICA.

CIMAP – Coordinamento imperiese per l’Acqua Pubblica

IL 26 NOVEMBRE IN PIAZZA PER L’ACQUA, I BENI COMUNI E LA DEMOCRAZIA

PER IL RISPETTO DELL’ESITO REFERENDARIO, PER UN’USCITA  ALTERNATIVA DALLA CRISI

Domani il popolo dell’acqua tornerà in piazza. Lo facciamo perché il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l’uscita dell’acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico.

Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari, gli enti locali – ad eccezione del Comune di Napoli – proseguono la gestione dei servizi idrici attraverso S.p.A. e nessun gestore ha tolto i profitti dalla tariffa.

Non solo. Con l’alibi della crisi e dei diktat della Banca Centrale Europea, il Governo Berlusconi ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva successivamente rafforzato con la legge di stabilità, una nuova stagione di privatizzazioni dei servizi pubblici locali, addirittura riproponendo il famigerato”Decreto Ronchi” abrogato dal referendum.

Gli stessi soggetti gestori e gli ATO non hanno finora proceduto all’elimininazione del profitto garantito dalle tariffe del servizio idrico, di fatto disconoscendo l’esito del secondo referendum e lo stesso pronunciamento della Corte Costituzionale chiaramente esplicitato nella sentenza di ammissibilità del quesito stesso.

L’ostinarsi a procedere lungo questa strada produce non solo una chiara lesione dei principi democratici, ma arriva a legittimare posizioni che non vogliono tener conto della volontà popolare espressa il 12 e 13 giugno. Su questa base abbiamo chiesto un incontro al nuovo Presidente del Consiglio Monti, perché riteniamo che anche il nuovo esecutivo non può sottrarsi dal rispettare l’esito referendario.

Il popolo dell’acqua torna a riempire le strade di Roma per ribadire con forza che non ci sta a subire questo “vulnus” democratico e che, nonostante i grandi media abbiano tentato di far calare un silenzio assordante su questi temi, la spinta che ha portato al raggiungimento del quorum nei referendum di giugno non si è esaurita con essi.

Per questo, il movimento per l’acqua si prepara a lanciare la campagna nazionale “Obbedienza civile”, ovvero una campagna che, obbedendo al mandato del popolo italiano, produrrà in tutti i territori e con tutti i cittadini percorsi auto organizzati e collettivi di riduzione delle tariffe dell’acqua, secondo quanto stabilito dal voto referendario.

La manifestazione nazionale sarà anche l’occasione in cui rilanciare l’iniziativa per la ripubblicizzazione del servizio idrico, sia con azioni a sostegno della nostra legge di iniziativa popolare affinché sia discussa e approvata dal Parlamento, sia per avviare a livello territoriale la trasformazione in enti di diritto pubblico dei soggetti gestori privati ad oggi operanti, in particolare a partire dalle S.p.A. a totale capitale pubblico presenti in grandi città come Torino, Milano, Venezia, Palermo e altre ancora.

Quello che avviene per l’acqua è solo il paradigma di uno scenario più ampio dentro il quale si colloca la crisi globale. Un sistema insostenibile è giunto al capolinea. I poteri forti invece di prenderne atto invertendo la rotta, ne hanno deciso la prosecuzione, attraverso la continua restrizione del ruolo del pubblico a colpi di necessità imposte dalla riduzione del debito e dai patti di stabilità, la consegna dei beni comuni al mercato, tra cui la conoscenza e la cultura, lo smantellamento dei diritti del lavoro anche attraverso l’art. 8 della manovra estiva, la precarizzazione dell’intera società e la conseguente riduzione degli spazi di democrazia.

Un altro modello di società è necessario per l’intero pianeta e insieme proveremo a costruirlo anche nei prossimi appuntamenti internazionali, come la conferenza sui cambiamenti climatici di Durban di fine novembre e a Marsiglia nel Forum Alternativo Mondiale dell’acqua a Marzo 2012.

Indietro non si torna. Dalla crisi non si esce se non cambiando sistema, per vedere garantiti il benessere sociale, la tutela dei beni comuni e dell’ambiente, la fine della precarietà del lavoro e della vita delle persone, un futuro dignitoso e cooperativo per le nuove generazioni.

 

 

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

 

 

 

DIFENDENDO L’ACQUA DIFENDO ME STESSO

Nell’ambito della rassegna di Ottobre di Pace 2011 a Sanremo, il Circolo Freire, insieme con il CIMAP sono lieti di ospitare Amico Dolci, figlio di Danilo a condurre 3 giornate di incontri sulla comunicazione con adulti e studenti delle Scuole Secondarie Superiori e una serata finale legata alle tematiche dell’acqua e il potere economico.

Danilo Dolci fu una figura di grandissimo rilievo per la cultura italiana dalle molteplici vocazioni intellettuali (pedagogiche, filosofiche, sociologiche e poetiche), proposto per varie volte al premio Nobel, il suo pensiero s’incentrò sulla base del lavoro di gruppo come mezzo di promozione culturale, sociale e civile, che può modificare l’ambiente relazionale in cui viviamo, ma anche stimolare all’interno dello spazio pubblico-istituzionale, la comunicazione autentica, l’ascolto reciproco, la creatività personale e di gruppo.  In particolare la sua esperienza nella Sicilia del dopo guerra ci ha insegnato l’importanza a favorire lo sviluppo della cooperazione e di azioni solidaristiche, attraverso la ricerca di un dialogo costante con la società locale.

Amico Dolci, presidente del Centro per lo sviluppo creativo di Partinico (Palermo), porta avanti il lavoro del padre da anni, attraverso laboratori con insegnanti, formatori e studenti in varie scuole in Europa e non solo, dove il pensiero del padre fu molto apprezzato, in particolare nelle Università Americane.

I laboratori aperti al pubblico intitolati “TRASMETTERE O COMUNICARE?”  si svolgeranno:

Venerdì 28 a Imperia alle 17 alla Camera del lavoro, Via De Sonnaz

Sabato 29 a Sanremo alle 17 al Centro Sociale Vigna , Via Parodi 16.

A conclusione del ciclo di incontri, si terrà a VILLA  BOSELLI ad Arma di Taggia sabato 29 ottobre alle ore 21.00: ”DIFENDENDO L’ACQUA DIFENDO ME STESSO”, con presentazione di un video su Danilo Dolci, letture e intramezzi musicali.

Questo incontro affronterà le tematiche legate al potere e l’acqua, ricordando i temi dell’economia agricola della Sicilia del secondo dopoguerra, dove lacqua era un problema centrale, il più grosso nodo da sciogliere e in cui la popolazione locale riuscì a trasformarlo in leva per il cambiamento.

Anche oggi, sia pure in forme diverse, il tema dell’acqua è centrale nella vita sociale ed economica, non solo in Italia, dove ci si sta battendo perché l’acqua torni ad essere un bene pubblico, ma a livello mondiale. L’esperienza di Danilo Dolci in quegli anni ci ha insegnato l’importanza a favorire lo sviluppo della cooperazione e di azioni solidaristiche, attraverso la ricerca di un dialogo costante con la società locale, al fine di promuovere, difendere e valorizzare quello che oggi chiamiamo il BENE COMUNE.

15 ottobre: tutta Europa sarà indignata. Imperia sarà a Roma


Il prossimo sabato 15 ottobre, in tutte le capitali europee, il popolo indignato dirà: “Banche e finanzieri: la crisi è vostra e la dovete pagare voi”.

Governi europei, Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale, multinazionali: tutti ci dicono che dobbiamo pagare noi il debito, che non dobbiamo toccare gli interessi della speculazione finanziaria, che dobbiamo accettare le privatizzazioni, il lavoro precario e i tagli alla spesa pubblica, decisi dal governo italiano.

Noi diciamo: gli esseri umani sono più importanti dei profitti, non siamo merce nelle mani dei banchieri, vogliamo la democrazia vera, ora!

Vogliamo una vera alternativa di sistema. Usciamo dalla crisi con la giustizia sociale, la riconversione ecologica, la cultura, il territorio, la partecipazione, il rispetto dei referendum per l’Acqua pubblica.

Il 15 ottobre molti cittadini della provincia di Imperia andranno a Roma.

Prima della partenza, dalle ore 15 di venerdì 14 ottobre saremo in Piazza De Amicis a Imperia: famiglie, lavoratori, pensionati, studenti, insegnanti; per dire come la pensiamo e come vogliamo cambiare questa Europa, questa Italia e questa Imperia.

Invitiamo tutti i cittadini a partecipare, a prendere la parola  in questa piazza aperta.

Per prenotare il viaggio a Roma, scrivere subito a: acquapubblica.im@gmail.com o telefonare al 348 65 31 452 (Giorgio)

Sinora hanno aderito:

Arci Camalli, Imperia

Circolo XXV Aprile, Ventimiglia

Coordinamento imperiese per  l’Acqua pubblica

Coordinamento studenti medi, Imperia

CSA La Talpa e l’Orologio

Ospedaletti sunshine

Sanremo sostenibile

 

Per aderire a questa iniziativa, scrivere a: acquapubblica.im@gmail.com

Imperia, 10 ottobre 2011

Addio S.p.A., Napoli verso l’Acqua Bene Comune. Sanremo quando?

Il 23 settembre la Giunta del Comune di Napoli ha deliberato per la trasformazione dell’Arin da Società per azioni in Azienda di diritto pubblico. Nasce quindi “Acqua Bene Comune Napoli”, il primo, importante passo verso la ripubblicizzazione del servizio idrico nella città partenopea.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, insieme al Coordinamento imperiese per l’Acqua pubblica, esprime soddisfazione e si augura che l’esempio napoletano venga al più presto seguito da tutte quelle amministrazioni che ad oggi non stanno dando seguito alla volontà degli italiani chiaramente espressa il 12 e 13 giugno scorso: no alle società di capitali, sì alla gestione pubblica del servizio idrico.

I prossimi passi sono la discussione in Consiglio Comunale ed il coinvolgimento della cittadinanza e dei lavoratori del servizio idrico, attraverso meccanismi di democrazia partecipativa che incidano nel percorso di approvazione ed eventuali modifiche della delibera, sempre nella direzione indicata dagli esiti referendari.

Se tutto ciò accadrà, e ci auguriamo avvenga quanto prima, Napoli sarà la prima delle tante città per l’acqua bene comune, traguardo per il quale sin dal 2004 il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua si è battuto.

IL 15 OTTOBRE SARÀ UNA GIORNATA EUROPEA E INTERNAZIONALE DI MOBILITAZIONE

APPELLO

IL 15 OTTOBRE SARÀ UNA GIORNATA EUROPEA E INTERNAZIONALE DI MOBILITAZIONE

“gli esseri umani prima dei profitti, non siamo merce nelle mani di politici e banchieri, chi pretende di governarci non ci rappresenta, l’alternativa c’è ed è nelle nostre mani, democrazia reale ora!”

Commissione Europea, governi europei, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale,  multinazionali e poteri forti ci presentano come dogmi intoccabili il pagamento del debito, il pareggio del bilancio pubblico, gli interessi dei mercati finanziari, le privatizzazioni, i tagli alla spesa, la precarizzazione del lavoro e della vita.

Sono ricette inique e sbagliate, utili a difendere rendite e privilegi, e renderci tutti più schiavi.

Distruggono il lavoro e i suoi diritti, i sindacati, il contratto nazionale, le pensioni, l’istruzione, la cultura, i beni comuni, il territorio, la società e le comunità, tutti i diritti garantiti dalla nostra Costituzione. Opprimono il presente di una popolazione sempre più impoverita, negano il futuro ai giovani.

Non è vero che siano scelte obbligate. Noi le rifiutiamo. Qualunque schieramento politico le voglia imporre, avrà come unico effetto un’ulteriore devastazione sociale, ambientale, democratica. Ci sono altre strade, e quelle vogliamo percorrere, riprendendoci pienamente il nostro potere di cittadinanza che è fondamento di qualunque democrazia reale.

Non vogliamo fare un passo di più verso il baratro in cui l’Europa e l’Italia si stanno dirigendo e che la manovra del Governo, così come le politiche economiche europee, continuano ad avvicinare.

Vogliamo una vera alternativa di sistema. Si deve uscire dalla crisi con il cambiamento e l’innovazione. Le risorse ci sono.

Si deve investire sulla riconversione ecologica, la giustizia sociale, l’altra economia, sui saperi, la cultura, il territorio, la partecipazione. Si deve redistribuire radicalmente la ricchezza. Vogliamo ripartire dal risultato dei referendum del 12 e 13 giugno, per restituire alle comunità i beni comuni ed il loro diritto alla partecipazione. Si devono recuperare risorse dal taglio delle spese militari. Si deve smettere di fare le guerre e bisogna accogliere i migranti.

Le alternative vanno conquistate, insieme. In Europa, in Italia, nel Mediterraneo, nel mondo. In tanti e tante, diversi e diverse, uniti. E’ il solo modo per vincere.

Il Coordinamento 15 ottobre, luogo di convergenza organizzativa dei soggetti sociali impegnati, invita tutti e tutte a preparare la mobilitazione e a essere in piazza a Roma, riempiendo la manifestazione con i propri appelli, con i propri contenuti, con le proprie lotte e proposte

PER LA NOSTRA DIGNITÀ E PER CAMBIARE DAVVERO

COORDINAMENTO 15 OTTOBRE

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E A TUTTE LE FORZE POLITICHE

MANOVRA ECONOMICA E PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI

Il 12 e 13 giugno il voto referendario di ben 28 milioni di cittadine e cittadini italiani di ogni espressione politica ha chiaramente indicato la voglia di partecipazione attiva alle decisioni importanti per il Paese: servizi pubblici locali, beni comuni, energia, giustizia.

Chiara è stata la risposta dei cittadini: NO alla privatizzazione dei servizi pubblici locali d’interesse generale, a partire dalla gestione dell’acqua ma non solo, NO ai profitti del mercato sui beni comuni essenziali.

Le persone hanno chiaramente indicato alla rappresentanza politica una nuova stagione che metta al centro l’essere umano e i beni comuni e non le agenzie di rating e la speculazione finanziaria.

Purtroppo il governo non solo non ha ancora attuato le indicazioni referendarie retrocedendo sulle privatizzazioni già attuate e abolendo i profitti sull’acqua ma, con la manovra economica in fase di discussione parlamentare e già approvata con Decreto Legge n. 138 del 13 agosto scorso, ha riproposto (negli articoli raggruppati sotto il Titolo II) in altra forma la sostanza delle norme abrogate con volontà popolare.

Infatti, l’articolo 4 ripresenta il vecchio Decreto Ronchi e persino nuove date di scadenza per le prossime privatizzazioni dei servizi pubblici locali. Addirittura l’articolo 5 arriva a dare un premio in denaro agli enti locali pur di convincerli a lasciare al mercato delle privatizzazioni i propri servizi essenziali per le comunità. Un premio che dovrebbe servire per fantomatici investimenti infrastrutturali quando invece ai Comuni vengono sottratti trasferimenti essenziali per le loro funzioni.

Tutto ciò – oltre a non rispettare la volontà di partecipazione e le decisioni che i cittadini impongono ai rappresentanti politici – è una chiara violazione della Costituzione poiché il popolo italiano si è pronunciato con referendum contro l’affidamento al mercato di tutti i servizi pubblici locali previsti dal Decreto Ronchi, e tale decisione è vincolante per almeno cinque anni (come affermato dalla giurisprudenza costante della Corte Costituzionale).

Purtroppo ciò sta avvenendo in un colpevole silenzio politico generalizzato che non rispetta il voto dei cittadini (di qualsiasi colore politico).

Ci rivolgiamo a tutte le forze politiche affinché non deformino l’esito referendario e rispettino l’indirizzo chiaro della volontà popolare.

Ci rivolgiamo al Presidente della Repubblica affinché, in aderenza al Suo ruolo di garante della Costituzione, non permetta che siano riproposte leggi che violano l’esito dei referendum popolari.

FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

Cambiare rotta si può e si deve

Con il voto di 28 milioni di persone ai referendum di giugno, i cittadini italiani hanno chiaramente indicato alla politica la direzione da prendere:

- rispetto giuridico dei quesiti, ancora da attuare, da parte delle istituzioni nazionali e locali;
- inversione di rotta rispetto al neoliberismo, per una nuova stagione di tutela dei beni comuni che non possono soggiacere ai voleri delle agenzie di rating e della speculazione finanziaria;
- espansione e non restrizione delle garanzie democratiche e di partecipazione dei cittadini nelle istituzioni pubbliche.

Nel percorso che ha portato ai referendum, il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha avuto come compagni di strada moltissime associazioni e realta’ di base del mondo ambientalista, cattolico, del volontariato, di sinistra e del sindacato, e anche enti locali e qualche forza politica. Realta’ diverse, che si sono unite perche’ diventate consapevoli della necessita’ di porre un freno alla rapina dei beni comuni e dei servizi pubblici, a partire dall’acqua.

Questo lungo periodo di regressione economica, in larga misura, non è imputabile all’economia reale del nostro paese – ancora molto legata alla produzione manifatturiera e a circuiti locali di mercato – ma è causata dal modello economico dominato dalla volatilità dei titoli in borsa, e dallo strapotere di organismi economici non elettivi europei e internazionali. Gli stessi che oggi usano la “crisi” come alibi per ottenere dalle nazioni misure inutili a superarla e devastanti per la sopravvivenza dello stato sociale.

Con il documento presentato al Governo il 4 agosto dalle “parti sociali” (Confindustria, banche, sindacati confederali) si chiedono una serie di misure di matrice liberista tra le quali spicca ”

un grande piano di privatizzazioni e liberalizzazioni da avviare subito.[...] Avviare la dismissione e la valorizzazione del patrimonio pubblico, con un piano articolato negli anni. Incentivare gli enti locali a dismettere patrimoni immobiliari e società di servizi [...].”

E’ un attacco alla Costituzione, allo stato sociale, ai beni comuni, diretto contro i lavoratori e le fasce sociali più deboli, e contro i cittadini italiani, la maggioranza assoluta dei quali, con la vittoria nei referendum di giugno, ha espresso la volonta’ di non lasciare al mercato la gestione dei beni e dei servizi pubblici.

Queste sono le vere parti sociali che il Governo e tutta la politica devono ascoltare.

Chiediamo alla CGIL, in quanto aderente al percorso referendario, di ritirare la propria firma dal documento presentato, e al Governo e a tutte le opposizioni di non ascoltare le cattive sirene di ricette che possono solo aggravare e rendere irreversibile la regressione economica in cui ci troviamo.

Cambiare rotta si puo’ e si deve, subito.

FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA