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Rivieracqua vince, l’acqua pubblica diventa realtà nel Ponente Ligure

È stata ufficialmente emessa ieri la sentenza del TAR Liguria su chi debba gestire in parti importanti della provincia di Imperia il servizio idrico integrato.

La decisione, più volte rinviata, è quella di dare ragione a Rivieracqua, la società dei Comuni, nata a fine 2012: le aziende private e pubblico – private AMAT e AIGA dovranno terminare la loro gestione che passa a Rivieracqua. Permettendo così l’avvio di un modello di gestione consortile.

Rimangono, per ora, fuori da Rivieracqua le gestioni di alcuni Comuni: Camporosso, Perinaldo, San Biagio della Cima, Soldano e Vallecrosia, sino alla fine del 2020.

A parte quest’ultima eccezione, si tratta di un risultato a lungo richiesto dal CIMAP – Coordinamento Imperiese Acqua  Pubblica, insieme con i Sindaci per l’Acqua pubblica.

La soddisfazione per questo importante risultato – che può essere esemplare anche per tante altre zone d’Italia – è grande. Ora il nostro movimento si impegnerà affinché la gestione sia veramente “pubblica”: trasparente, partecipata dai cittadini, con un miglioramento del servizio e un contenimento dei costi, a lungo attesi.

CIMAP – Coordinamento imperiese per l’Acqua Pubblica

Firma per l’Acqua bene comune con l’ICE

E’ iniziata la raccolta firme per una legge europea sull’acqua attraverso l’ICE, un nuovissimo strumento di democrazia partecipativa dell’unione europea.

Attraverso l’ICE (iniziativa dei Cittadini Europei) i cittadini possono chiedere alla Commissione Europea di legiferare su un determinato tema e secondo certi principi. Se vengono raccolte almeno  1 milione di firme da almeno 7 paesi dell’Europa, la Commissione entro 3 mesi dalla consegna dovrà audire i promotori e deliberare se dare seguito e passare quindi al Parlamento europeo l’incarico di legiferare oppure, se deciderà che non è un tema ammissibile, dovrà darne motivata giustificazione.

Vi chiediamo di sostenere l’ICE sull’acqua pubblica promosso dai sindacati europei dei servizi pubblici e dal forum italiano dei movimenti per l’acqua. Una norma europea sul diritto all’acqua può aiutarci molto nelle nostre lotte nazionali.

Nel sito www.acquapubblica.eu tutte le informazioni e la possibilità di firmare (procurarsi la carta d’identità).

L’acqua, in provincia di Imperia, sarà tutta pubblica

La gestione del servizio idrico sarà, nel prossimo futuro, tutta gestita dai Comuni della provincia di Imperia.

Oggi 16 ottobre, l’Assemblea dei Sindaci dell’Autorità d’Ambito idrico ha deciso, a stragrande maggioranza, che le gestioni del servizio idrico affidate a società miste pubblico privato o totalmente private non proseguiranno sino alla scadenza dell’affidamento; termineranno invece non appena sarà attiva la nuova società consortile con gestione in house dei Comuni. A questa società verranno cedute le attrezzature e trasferiti i lavoratori.

I Comuni sotto i 1000 abitanti potranno scegliere se proseguire la gestione diretta o entrare nella società consortile.

Nella nuova società consortile verranno istituiti gli strumenti che permetteranno ai cittadini di esercitare l’attività di controllo e monitoraggio.

Nella riunione dello scorso luglio dell’Assemblea dei Sindaci, era stato deciso che nella tariffa del servizio idrico veniva eliminata l’adeguata remunerazione del capitale investito.

Il Coordinamento imperiese per l’Acqua pubblica  – CIMAP esprime la propria grande soddisfazione per il raggiungimento di questi risultati: la volontà espressa dai cittadini nei referendum dello scorso anno è stata rispettata.

Un risultato della stretta collaborazione tra CIMAP e i Sindaci per l’Acqua pubblica.

Mezzo passo avanti

Oggi 26 settembre l’Assemblea dei Sindaci dell’AATO idrico ha deciso, con molto ritardo, di avviare la costituzione di una società consortile per l’affidamento del Servizio Idrico Integrato.

Una decisione che riteniamo positiva perché rende possibile la gestione pubblica dell’Acqua nel territorio della provincia di Imperia.

Rende possibile, ma non sicuro, che tutta la provincia abbia una gestione pubblica. Infatti, solo una successiva decisione di questa Assemblea permetterà, o meno, che prosegua la presenza di aziende private tra i gestori del servizio idrico, ancora per decenni.

Questo tentativo di “salvaguardare” le gestioni affidate ai privati si scontra frontalmente con la “salvaguardia” degli interessi e della volontà dei cittadini che, l’anno scorso, hanno deciso che l’Acqua debba essere fuori dal Mercato.

Nelle prossime settimane dovrà esserci questa decisione, molte volte rinviata. Deve essere chiaro a tutti i Sindaci che, se queste aziende venissero “salvaguardate” , il CIMAP , tra gli altri , provvederebbe a contestare presso il TAR questa decisione, come già fatto in altre situazioni analoghe.

I sindaci confermano: nessun profitto sull’Acqua

Sventato il tentativo, dopo soli 21 giorni, di re-introdurre il profitto garantito nella tariffa dell’acqua in Provincia di Imperia.

Il 28 giugno scorso l’AATO della Provincia di Imperia aveva deliberato l’eliminazione dell’adeguata remunerazione del capitale investito dalla tariffa del servizio idrico nel rispetto del referendum dello scorso anno.

La scorsa settimana abbiamo saputo della convocazione di una nuova assemblea AATO, fissata per oggi 19 luglio, nella quale era all’ordine del giorno una delibera che, in sostanza, annullava quella del 28 giugno e re-introduceva l’adeguata remunerazione del capitale investito.

Le motivazioni addotte dai vertici dell’AATO erano assolutamente pretestuose: possibilità di contenzioso con le società esterne che hanno redatto il Piano d’ambito, “difficile attuazione del risultato referendario”, uscita a breve del nuovo regolamento dell’Authority sul sistema tariffario.

Nell’ultima settimana abbiamo fatto pressione in tutti i modi possibili per sventare questo furto di democrazia. Pressione esercitata anche questa mattina con la presenza di 40 attivisti all’assemblea AATO.

Il tentativo di re-inserire il profitto nella bolletta è stato bloccato: la delibera è stata emendata e l’AATO della Provincia di Imperia ha confermato l’eliminazione dalla tariffa dell’adeguata remunerazione del capitale investito, dando mandato al Consiglio di Amministrazione di predisporre gli atti per modificare il piano d’ambito.

Confermiamo quindi la buona notizia dalla Provincia di Imperia: l’esito del voto referendario sul tema dell’eliminazione del profitto nel servizio idrico viene rispettato.

Attendiamo ora che venga deliberata la costituzione della società pubblica che dovrà gestire il servizio idrico nel territorio della provincia di Imperia, superando l’azione di ostruzione che le società con interessi privati stanno conducendo.

19 luglio 2012

CIMAP – Coordinamento imperiese per l’Acqua Pubblica

IN PROVINCIA DI IMPERIA LA DEMOCRAZIA DURA SOLO 14 GIORNI

Il Coordinamento Imperiese Acqua Pubblica apprende con stupore ed indignazione la notizia della convocazione improvvisa di una nuova assemblea dei Sindaci dell’AATO idrico fissata per il prossimo 19 luglio 2012.

Stupore ed indignazione sono dettati dal fatto che all’ordine del giorno dell’assemblea è presente la discussione e votazione di una delibera che re-introduce il profitto garantito ai gestori del servizio idrico.  Cioè quanto era stato abrogato con il quesito referendario nr.2 del 2011

A quanto pare il rispetto della Legge e la Democrazia, in Provincia di Imperia, hanno una durata limitata e precisamente di 14 giorni. Nell’assemblea AATO del 28 giugno scorso, infatti, era stata votata una delibera che sanciva il rispetto della Legge e della volontà popolare: si cancellava dal Piano d’Ambito la cosiddetta “adeguata remunerazione del capitale investito”.

A distanza di due settimane, i vertici dell’AATO idrico ri-convocano i 67 Sindaci della Provincia di Imperia chiedendo loro di fare retromarcia e votare l’esatto contrario, adducendo come motivazione la “difficile applicazione dell’esito referendario”.

Come dire: essendo complesso applicare la Legge, allora decidiamo di non rispettarla.

Il Coordinamento Imperiese Acqua Pubblica denuncia con forza la gravità di questo tentativo di furto della Democrazia e l’illegittimità di questa scelta ed invita le cittadine ed i cittadini a difendersi da questo furto partecipando giovedì 19 luglio 2012 alle ore 9.00 all’assemblea dei Sindaci che si terrà nella Sala dei Comuni, presso il Palazzo della Provincia ad Imperia.

Si scrive Acqua, si legge Democrazia.

CIMAP – Coordinamento imperiese per l’Acqua pubblica

Comitato referendario 2sì per l’Acqua bene comune – Imperia

Assemblea AATO: i Sindaci in ritirata!

Oggi giovedì 28 giugno, l’Assemblea era cominciata bene: è stato presentato il Piano d’Ambito per il servizio idrico in provincia di Imperia con la pianificazione per i prossimi 30 anni. Un piano che esplicita la necessità di importanti investimenti – che le attuali società pubblico private non hanno fatto – per il miglioramento del servizio. Sul Piano d’Ambito è stata approvata una modifica richiesta dal CIMAP relativa alla eliminazione, dalla tariffa pagata dai cittadini, della remunerazione del capitale investito, cioè il profitto che i futuri gestori avrebbero guadagnato. Una vittoria dei cittadini, che viene dal referendum dell’anno scorso.

L’altro punto importante che doveva essere deciso, era relativo al mantenimento degli attuali gestori pubblico privati sino alla scadenza dei contratti (tra 10 – 15 anni); oppure la loro naturale sostituzione con la società consortile di tutti i comuni (superiori a mille abitanti) a gestione totalmente pubblica.

La scelta era difficile: per molti sindaci voleva dire accettare le pressioni e continuare a mantenere i gestori con partecipazioni private e, nello stesso tempo, esporsi alle pesanti conseguenze legali per la palese illegittimità di queste gestioni; illegittimità confermata, oltre che da importanti pareri legali, anche dalla valutazione di alcuni mesi fa dell’organo di controllo, la Commissione nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche.

La soluzione è stata quella di rimandare le decisioni di 120 giorni, in attesa che la Regione Liguria approvi la legge che dovrebbe ridefinire l’organizzazione del servizio idrico in tutta la Regione.

I Sindaci (la parte, purtroppo maggioritaria, che ha votato per il rinvio) hanno abdicato al loro ruolo: erano nelle piene facoltà di decidere per il nostro futuro, andando verso una gestione pubblica del servizio, ma sono fuggiti in ritirata. Non sapendo, forse, che così daranno la possibilità a grandi aziende come IREN di accaparrarsi tutto il territorio della provincia di Imperia.

CIMAP – Coordinamento imperiese per l’Acqua Pubblica

Lettera ai Sindaci per l’Assemblea del 28.6.12

Gentile sig. Sindaco,

siamo sicuri che sarà in accordo con noi nell’affermare che il voto democratico della maggioranza dei cittadini è assolutamente da rispettare.

È trascorso un anno dalla vittoria ai Referendum del 12 -13 giugno 2011. La maggioranza assoluta dei cittadini, a livello nazionale e nella provincia di Imperia, affermò: l’acqua fuori dal mercato, nessun profitto dall’acqua. Cioè, gestione pubblica del servizio idrico, eliminazione del profitto dalle tariffe (la “remunerazione del capitale investito”).

Nell’assemblea dei Sindaci dell’AATO idrico che si terrà il prossimo 28 giugno, verranno prese importanti decisioni. Noi chiediamo che i Sindaci votino nel rispetto della legge che i cittadini d’Italia hanno democraticamente determinato: gestione pubblica del servizio idrico, eliminazione del profitto dalle tariffe.

Dobbiamo registrare che vi sono forti tentativi di “salvaguardare” le gestioni del servizio idrico oggi affidate ai privati, in modo da mantenere la presenza di aziende private tra i gestori del servizio idrico nella nostra provincia: senza motivo se non quello di difendere i loro interessi privati e i loro guadagni alle spalle dei cittadini. Come ricorderà, l’Assemblea dei Sindaci ha già votato due volte (nel 2007 e nel 2011) che la gestione in provincia deve essere realizzata da una società consortile totalmente pubblica: l’obiettivo di qualcuno è quello di far sì che questa società consortile sia una mera “scatola vuota”; che resti cioè priva di operatività, lasciando l’effettiva gestione del servizio idrico in mano alle attuali società partecipate dai privati. Oltre a non rispettare quanto già deciso dai Cittadini e dai Sindaci, questa soluzione porterebbe a forti aggravi dei costi, moltiplicando le “poltrone” e le strutture.

Siamo al corrente delle pressioni (e di manovre poco limpide) che i sostenitori degli interessi delle aziende private stanno esercitando sugli amministratori, sulla base peraltro, di argomentazioni false:

  • se queste aziende non venissero “salvaguardate” interromperebbero il servizio, con forti difficoltà per i Comuni. Falso: le aziende sono tenute, per legge, a proseguire il loro servizio sino a quando la nuova società pubblica non sarà attiva;
  • se queste aziende non venissero “salvaguardate” farebbero cause con conseguenze di penali per i Comuni. La Commissione nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche ha già a suo tempo dichiarato che l’attività di queste aziende non è legittima e quindi non deve proseguire.

La informiamo che, se queste aziende venissero “salvaguardate” , il CIMAP , tra gli altri , provvederebbe a contestare presso il TAR questa decisione, come già fatto in altre situazioni analoghe.

Oltre a questo, nella bozza di Piano d’Ambito (nel quale vengono definite le caratteristiche per i prossimi decenni del servizio idrico in provincia di Imperia) si prevede l’inserimento in tariffa della remunerazione del capitale investito. Questo, malgrado essa sia stata cancellata dal referendum del 12-13 giugno. Se questo inserimento venisse deliberato dall’Assemblea dei Sindaci, si tratterebbe di una scelta totalmente illegale, che anch’essa meriterebbe un immediato ricorso al TAR.

Sarà nostra cura informare i cittadini del suo Comune se all’Assemblea il loro voto è stato rispettato.

Confidando nella sua saggezza e nel suo senso civico, Le porgiamo un cordiale saluto.

Arrivederci il 28 giugno.

CIMAP – Coordinamento imperiese per l’Acqua Pubblica

I Sindaci votino nel rispetto dei cittadini

Lunedì 11 giugno il Coordinamento imperiese per l’Acqua pubblica ha tenuto una conferenza stampa a Sanremo presso lo Zampillo, con la partecipazione del sindaco Vincenzo Genduso e una rappresentanza dei SINDACI PER L’ACQUA PUBBLICA.

È trascorso un anno dalla vittoria ai Referendum del 12 -13 giugno 2011. La maggioranza assoluta dei cittadini, a livello nazionale e nella provincia di Imperia, affermò: l’acqua fuori dal mercato, nessun profitto dall’acqua. Cioè, gestione pubblica del servizio idrico, eliminazione del profitto dalle tariffe (la “remunerazione del capitale investito”).

Il 6 giugno 2011 allo Zampillo si ritrovarono, per esprimere il loro SI ai referendum per l’Acqua pubblica, decine di sindaci, compreso il sindaco di Sanremo Zoccarato.

A breve, si dice nelle prossime settimane, verranno prese importanti decisioni dall’Assemblea dei Sindaci per l’AATO. Noi chiediamo che a queste decisioni tutti i Sindaci e, in particolare, i Sindaci che si sono dichiarati a favore dei Referendum, votino nel rispetto di quello che i cittadini hanno già deciso: gestione pubblica del servizio idrico, eliminazione del profitto dalle tariffe.

Dobbiamo registrare, invece, che vi sono forti tentativi di “salvaguardare” le gestioni del servizio idrico oggi affidate ai privati, in modo da mantenere la presenza di aziende private tra i gestori del servizio idrico nella nostra provincia: senza motivo se non quello di difendere gli interessi privati e i loro guadagni alle spalle dei cittadini. L’Assemblea dei Sindaci ha già votato due volte (nel 2007 e nel 2011) che la gestione in provincia deve essere realizzata da una società consortile totalmente pubblica: l’obiettivo di qualcuno è quello di far sì che questa società consortile sia una mera “scatola vuota”, resti cioè priva di operatività, lasciando l’effettiva gestione del servizio idrico in mano alle attuali società partecipate dai privati. Oltre a non rispettare quanto già deciso dai Cittadini e dai Sindaci, questa soluzione porterebbe a forti aggravi dei costi, moltiplicando le “poltrone” e le strutture.

Oltre a questo, nella bozza di Piano d’Ambito (nel quale vengono definite le caratteristiche per i prossimi decenni del servizio idrico in provincia di Imperia) si prevede ancora, malgrado le nostre rimostranze, l’inserimento in tariffa della remunerazione del capitale investito. Questo malgrado essa sia stata cancellata dal referendum del 12-13 giugno. Se venisse deliberata dall’Assemblea dei Sindaci, si tratterebbe di una scelta totalmente illegale, che meriterebbe un immediato ricorso al TAR.

Il nostro voto va rispettato.

La Repubblica siamo noi, Roma 2 giugno

Roma, sabato 2 Giugno 2012
Ore 15.00 P.zza della Repubblica 

Manifestazione nazionale


Per l’attuazione del risultato referendario, per la riappropriazione sociale e la tutela dell’acqua e dei beni comuni, per la pace, i diritti e la democrazia, per un’alternativa alle politiche d’austerità del Governo e dell’Europa


Ad un anno
dalla straordinaria vittoria referendaria, costruita da una partecipazione sociale senza precedenti, il Governo Monti e i poteri forti si ostinano a non riconoscerne i risultati e preparano nuove normative per consegnare definitivamente la gestione dell’acqua agli interessi dei privati, in particolare costruendo un nuovo sistema tariffario che continua a garantire i profitti ai gestori.

Non solo. Da una parte BCE, poteri forti finanziari e Governo utilizzano la crisi economico-finanziaria per rendere definitive le politiche liberiste di privatizzazione dei beni comuni e dei servizi pubblici, di smantellamento dei diritti del lavoro, del welfare e dell’istruzione, di precarizzazione dell’intera vita delle persone. Dall’altra le politiche d’austerità ridimensionano il ruolo dell’intervento pubblico per poi alimentare l’idea che la crescita sia possibile solo attraverso investimenti privati, che in realtà si appropriano dei servizi e devastano il territorio.

E’ in atto il tentativo di imporre definitivamente il dominio delle “esigenze dei mercati” sulla democrazia, ovvero il diritto di tutte e di tutti a decidere collettivamente sul proprio presente e futuro.

Il 2 giugno è da sempre la festa della Repubblica, ovvero della res publica, di ciò che a tutte e tutti appartiene. Una festa ormai da anni espropriata alle donne e agli uomini di questo Paese e trasformata in parata militare, come se quella fosse l’unica funzione rimasta ad un “pubblico”, che si vuole progressivamente consegnare agli interessi dei grandi gruppi bancari e dei mercati finanziari.

 

Ma la Repubblica siamo noi.

 

Le donne e gli uomini che nella propria quotidianità ed in ogni territorio lottano per la riappropriazione sociale e la tutela dell’acqua e dei beni comuni, per un welfare universale e servizi pubblici di qualità, per la dignità del lavoro e la fine della precarietà, per il diritto alla salute e all’abitare, per l’istruzione, la formazione e la conoscenza, per la trasformazione ecologica della produzione, a partire dal Forum Alternativo dei Popoli di Rio+20, per politiche di pace e cooperazione.

Le donne e gli uomini che, come nel resto d’Europa, pensano che i beni comuni siano fondamento di un nuovo modello produttivo e sociale.

Le donne e gli uomini che dentro la propria esperienza individuale e collettiva rivendicano una nuova democrazia partecipativa, dentro la quale tutte e tutti possano contribuire direttamente a costruire un diverso futuro per la presente e le future generazioni.

Crediamo sia giunto il momento in cui siano queste donne e questi uomini a riempire la piazza del 2 giugno.

Con l’allegria e la determinazione di chi vuole invertire la rotta.

Con la consapevolezza di chi sa che il futuro è solo nelle nostre mani.